Mete Subacque Travel With Us, Enjoy Your Sea

Viaggio a Bimini e Tiger Beach Marzo 2018

..un magnifico report di Ivan Costantini insieme ai suoi fantastici compagni di avventura Giovanna Gargioni, Guglielmo Ferraresi e Susanna Cadamuro.

Grazie per averci regalato queste fortissime emozioni !
Grazie per viaggiare con noi!

Settembre 2016:
Ivan: Ciao Elena, siamo da poco rientrati e anche questa volta tutto é andato a meraviglia, come al solito le strutture da te consigliate erano azzeccate, per non parlare dei diving....Ottimi, anche se per dire la verità in Polinesia tutto diventa facile. Adesso l’asticella sale, si pensava di fare Bimini e Tiger Beach, riesci ad organizzare qualcosa per marzo 2018? 
Elena: certo Ivan, ho giusto un contatto in loco e vediamo di accontentarvi nella maniera più adeguata!

Marzo 2018:
Partiti da Milano, destinazione Nassau via Miami, il giorno seguente volo interno per Bimini.
Arrivati a destinazione subito ci siamo recati al Diving Big Game Club, come anticipato da Elena ( quando si viaggia con Metesubacque non c’è neanche l’ansia di saper cosa ti aspetta, perché sai già tutto prima di partire), ad attenderci troviamo Roberta Larosa, una ragazza italiana che lavora al Diving. Lei gentilissima e preparatissima ci anticipa cosa avremo dovuto fare il giorno seguente.
L’indomani salpiamo per la prima uscita in mare, la barca è comodissima e anche se siamo in 16 Sub sembra che l’imbarcazione sia semivuota. Il tragitto é talmente breve che in 15 minuti si arriva nel punto d’immersione. Una volta arrivati comincia il breafing e posso dire che in 20 anni di immersioni non ne ho mai fatto uno di quasi 1 ora, sono preparatissimi e spiegano tutto in maniera maniacale, nulla é lasciato al caso e Roberta ci aiuta a capire quello che lo slang americano ci fa perdere per strada. Durante il breafing, 2 addetti preparano la cesta con il pesce che servirà ad attirare gli squali; tutto é pronto per scendere. Bisogna tener presente che questa non é un’immersione normale: qui bisogna zavorrarsi pesantemente (io sono sceso con 14kg), e quando si entra in acqua, per non scendere velocemente, ci si aiuta con una cima. Arrivati sul fondo (non più di 8/9 Mt) il gruppo si divide in 2: 8 Sub alla destra del feeder (istruttore addetto ad interagire con gli squali) e gli altri 8 alla sinistra. Ci si inginocchia sul fondo e davanti a noi troviamo piantata nella sabbia un’asta in plastica di circa 1mt, che servirà qualora gli squali si dovessero avvicinare molto. Il feeder, invece, rimane in piedi al centro, con la cesta del pesce in mezzo alle gambe. Subito veniamo accerchiati da decine di squali nutrice, che rimangono quasi sempre sul fondo ad aspettare che ci sia qualche avanzo per loro. Fanno anche tenerezza e dispiace che nessuno li degni di uno sguardo, ma d’altronde si é lì per altro. Pochi minuti dopo appare il primo martello, il cuore palpita e l’adrenalina sale; finalmente si realizza il sogno di una vita. Lo squalo é così maestoso ed enorme che quelli visti nei precedenti viaggi in giro per il mondo sembrano niente in confronto; la sua movenza é unica come la sua forma. Dopo il primo ne arrivano altri, da lì comincia l’interazione con questi giganti, vanno e vengono con frequenza costante, si fanno quasi sfiorare e quando sono vicini al feeder spalancano la bocca. Fotocamere e videocamere non vengono mai spente, si cerca sempre l’inquadratura migliore. Ringrazio anzi di aver montato il grandangolo, altrimenti sarebbe stato difficile inquadrare lo stesso esemplare per intero.
Come spiegato durante il breafing, a rotazione si scala di posto per dare a tutti la possibilità di essere più vicini durante il feeding, tutto fila a meraviglia, i nutrice aumentano, una miriade di pesce soggiorna in loco e i gran marteau girovagano avanti e dietro. É da specificare che dietro di noi ci sono 2 guide che monitorano la situazione, perché tutti guardano avanti, ma nessuno si preoccupa di guardare dietro.
All’improvviso lo scenario cambia, le guide si agitano e il feeder raccoglie la cesta, fa alcuni passi in avanti, le guide dietro raddoppiano, ma sinceramente al momento non ne capivo il motivo. Passa poco ed ecco apparire lui, il mito che fino a quel momento avevo visto solo nei documentari..... il "TIGER"
Tanto possente quanto elegante, quando passa lui tutti gli altri si scansano, martelli compresi, incute paura, i suoi denti sono evidenti e aguzzi. Comincia anche lui ad interagire e quando si avvicina a Roberta (lei bravissima a fargli spalancare la bocca) sembra sia grande almeno 3 volte lei. Trovandomi lì, in quel momento avrei voluto che il tempo non passasse mai, avrei voluto esser io al posto di Roberta, avrei voluto gustarmelo all’infinito. Il termine paura non so più cosa significhi, é presente solo l’adrenalina e la consapevolezza di avere la fortuna di vivere certi momenti. Passano i minuti e sia i martelli che il tigre ci tengono compagnia, la bombola si svuota lentamente e l’acqua fredda comincia a farsi sentire, essendo costante a 24 gradi. Dopo 2 ore di immersione si risale, utilizzando la stessa cima della discesa e ad attenderci in superficie troviamo 2 persone che ci aiutano a spogliarci in acqua essendo complicato risalire con 14 kg. Saliti e spogliati troviamo ad attenderci una doccia calda e ci sembra il paradiso. I 2 giorni seguenti li viviamo alla stessa maniera, solamente che il tigre non si fa più vedere, ma per quello ci sposteremo di località.
Arriva il giorno della partenza per Tiger Beach, salutiamo Roberta e voliamo a Freeport, taxi e direzione in hotel, che si trova all’interno di una marina. La location é da favola, pochissima gente e tanto spazio per noi, come Bimini anche qui non c’è vita mondana e i posti dove mangiare sono pochissimi, ma nonostante ciò quello che si mangia é sempre ottimo. Il mattino seguente ci rechiamo al Diving e con enorme piacere scopriamo che scenderemo in acqua solo noi ed é tutto nuovo: bombole, attrezzatura, barca (piccola ma confortevole), l’equipaggio é gentilissimo e amichevole. Qui a differenza di Bimini per raggiungere Tiger Beach ci si mette quasi 2 ore e bisogna aver la fortuna di non trovare mare. Una volta arrivati sul posto, come a Bimini, succede la stessa cosa: preparazione del pesce e breafing. Poi scendiamo, ma ci accorgiamo che la guida non sta portando con se nessuna cesta, essa rimane infatti in barca, in modo che il pesce venga buttato dalla superficie. Arriviamo sul fondo (9mt), l’acqua é cristallina, fondo sabbioso così bianco che quasi servono gli occhiali da sole e sia sopra che sotto troviamo un numero indefinibile di squali. Sono già presenti dei grigi molto grossi, nutrice, che a differenza di Bimini volteggiano, squali limoni con una dentatura evidente, squali toro (a Bimini se volevi vederli lo si faceva solo dalla gabbia), martello e, per finire, 2 tigre. 6 tipi di squalo in un’unica volta; sembrava un film. Girano attorno a noi, indisturbati e per nulla aggressivi, i tigre sono molto più grossi di quello visti a Bimini e si avvicinano talmente tanto che appoggiano il muso sull’oblò della custodia fotografica. Che emozione, che bellezza, che esperienza! Qui, il tempo massimo di permanenza sul fondo é di 1 ora, 1 ora da godersi fino alla fine, 1 ora per vivere appieno forti emozioni. Risaliti le urla di gioia si percepiscono fino a Miami. Poi ci si spoglia, si pranza e si rientra in marina. Anche questa avventura é finita, anche questo sogno realizzato, anche questa esperienza é stata vissuta.
Grazie Elena Rugiati di Metesubacque per aver organizzato alla perfezione questo viaggio non comune, la tua professionalità non ha eguali e dopo anni di viaggi anche questo, con te al comando, é andato magnificamente in porto. Grazie anche ai miei inseparabili compagni Susy, Gulli e Gió; senza di voi queste esperienze non sarebbero la stessa cosa.


Galleria Immagini

  • Viaggio a Bimini e Tiger Beach Marzo 2018 di Ivan , Susy, Gulli e Giò
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