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DONNE E SUBACQUEA

Pubblicato il 28 luglio, 2019
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 di Renato La Grassa e Maurizio Schiavon

Nella seconda metà del 20° secolo, l’attività subacquea coinvolgeva prevalentemente soggetti maschi con particolare prestanza fisica, ma nel corso degli anni essa ha subito importanti processi di trasformazione. Oggi, infatti, le tecniche di addestramento e di immersione impostate sul divertimento ed il relax, assieme a migliori attrezzature dedicate a entrambi i sessi, mettono in condizione chiunque di avvicinarsi a questa affascinante disciplina sportiva. Ciononostante la donna che si immerge porta con sé le proprie caratteristiche anatomiche e fisiologiche, generando una serie di miti che spesso si confondono con la realtà, e domande sempre più frequenti vengono poste al medico subacqueo, riguardanti eventuali limitazioni all’immersione imputabili a: caratteristiche fisiche e fisiologiche delle donne, mestruazioni, uso dei contraccettivi orali, protesi del seno, gravidanza e allattamento. Rivolgiamo queste domande al Dr. Maurizio Schiavon, Responsabile della UOSD Servizio Attività Motoria - Medicina dello Sport dell’Ulss6 Euganea, il quale, attraverso una revisione della letteratura internazionale, ci permetterà di far luce tra miti e realtà.

 CARATTERISTICHE ANATOMICHE E FISIOLOGICHE 

Le donne presentano, rispetto ai maschi, peculiarità che offrono a volte svantaggi, altre migliori capacità. Ad esempio, possiedono ossa e superfici articolari più piccole che limitano il peso che possono portare ma, nello stesso tempo, grazie a un minor consumo d’aria, possono avvalersi di una bombola più piccola. Evidenziano una riduzione di alcuni parametri come volume toracico, respiratorio e cardiaco che implicano un impatto sull’immersione subacquea, una maggior suscettibilità al mal di mare, una più rapida acclimatazione e una migliore tolleranza del clima caldo-umido. Inoltre, più sottoposte a stress termico, le donne subacquee devono proteggersi in maniera efficace dal raffreddamento con un equipaggiamento adeguato. 

MESTRUAZIONI, USO DI CONTRACCETTIVI ORALI E RISCHIO DI PDD

 Nel corso delle mestruazioni, soprattutto con flusso abbondante, la donna avverte un senso di sforzo più intenso durante l’attività sportiva, inducendo una ridotta abilità e autocontrollo cha a volte si manifestano già nella sindrome premestruale. È stata segnalata inoltre una incidenza diversa di Decompression Sickness (DCS) nella prima settimana del ciclo mestruale, pur non raggiungendo significatività statistica di rischio. In ogni caso, un comportamento prudente nella fase premestruale, durante le mestruazioni e nella prima settimana del ciclo, specie se si usano contraccettivi orali, suggerisce di effettuare immersioni più brevi, meno profonde e con uno stop di sicurezza più lungo.

 GRAVIDANZA E RIPRESA DELL’ATTIVITÀ SUBACQUEA 

La gravidanza, inducendo modificazioni fisiologiche particolari, sconsiglia l’immersione. La ripresa dell’attività subacquea differisce a seconda se trattasi di un parto naturale o cesareo. Il recupero del tono muscolare e il ricondizionamento fisico generale, infatti, richiedono circa 4 settimane nel primo caso e 8 nel secondo, sempre che siano escluse eventuali complicanze. In entrambi i casi è consigliato anche un esame dell’emoglobina, che dovrà riportare valori nella norma prima di iniziare l’attività subacquea. 

ALLATTAMENTO ED IMMERSIONI 

Da studi effettuati non risulta che l’azoto formi bolle nel latte delle ghiandole mammarie, che comunque non sarebbero nocive al bebè, mentre esiste la possibilità di trasmettere al bambino agenti patogeni marini attraverso il capezzolo, con rischio di dissenteria. Inoltre, con l’aumento della disidratazione causata dalle energie spese per la cura del lattante e quelle per l’attività subacquea, si consiglia alle neo-mamme di rimandare l’attività subacquea a dopo lo svezzamento, cioè a circa 6 mesi di vita del bambino. 

PROTESI DEL SENO

 Test sul comportamento in camera iperbarica delle protesi al silicone, riportano un incremento della dimensione delle bolle dall’ 1 al 4%, che tuttavia non è stata sufficiente per rompere la protesi e le bolle sono scomparse col tempo. L’attività subacquea dovrebbe essere fatta solo dopo completa guarigione certificata dal Chirurgo, tenendo conto anche delle variazioni della configurazione corporea e dell’equipaggiamento. 

DONNE E VIAGGI SUBACQUEI 

Oggi le donne hanno raggiunto una maggiore accettazione sociale nella pratica dello sport in generale, sono più atletiche e svolgono attività fisica molto più che in passato. Nel caso specifico, grazie alla ricerca medica e alla tecnologia che progetta e produce attrezzature sempre più confortevoli, l’attività subacquea da parte delle donne è in costante crescita, come si evince dalla loro presenza nei diving, nei resort e a bordo di barche da crociera in ogni parte del mondo. 

Sono più atletiche e frequentano corsi di immersione, sia con bombole che in apnea, in percentuali sempre crescenti. Seguono le lezioni con entusiasmo e tenacia, e molte avanzano di grado fino a raggiungere livelli di istruttrici, trasformando pertanto la passione per il mare in un’attività anche di tipo professionale. 

L’ingresso delle donne nella subacquea ha comportato una ventata di novità anche nel campo delle attrezzature. Abbandonato il monocromatico nero da “macho” anni 70, adesso le mute del gentil sesso, umide o stagne o semistagne, sono coloratissime e realizzate con ricercati accorgimenti per adattarsi alla conformazione del corpo femminile, e sono abbinabili cromaticamente ad altri componenti dell’attrezzatura prodotti anch’essi in molteplici tonalità. 

Le subacquee sono donne normalissime ma nel contempo uniche e straordinarie, innamorate profondamente del mare e anche viaggiatrici, in compagnia o single. Sono esigenti e precise, ascoltano attentamente i briefing e in acqua mantengono sempre un comportamento corretto, dimostrandosi delle splendide compagne di immersione.

Nell’organizzazione di un viaggio, sono loro che generalmente ricercano e si informano su: qualità e professionalità delle strutture alle quali si dovranno appoggiare, vicinanza o meno di camere iperbariche, esperienza delle guide, qualità del cibo, pulizia e, nel caso delle single, sulla condivisione dell’alloggio. 

Mete Subacque, Tour Operator leader in viaggi subacquei e non sub, ha fatto sue tali esigenze proprio perché i titolari sono due donne, Elena ed Erika, sorelle e amanti del mare e della subacquea. 

Consapevoli di tali necessità, laddove possibile hanno inserito nei loro pacchetti particolari condizioni in esclusiva: alloggi in camere/cabine singole senza costi aggiuntivi; condivisioni degli alloggi con altra clientela femminile; selezione delle persone con le quali si vuole condividere l’alloggio; selezione attenta delle strutture in base alle esigenze ricevute; organizzazione gruppi e altro ancora. 

Con tali presupposti, Mete Subacque invita tutte le donne, viaggiatrici solitarie o accompagnate, ad esplorare i servizi offerti che riguardano i viaggi, singoli o di gruppo, con accompagnatore o meno, in aree geografiche dislocate in ogni parte del pianeta. Ma non solo per consigli e informazioni su itinerari, logistica e via dicendo, ma anche per condividere le proprie idee di viaggio, i timori, le ansie e le incertezze prima della partenza, o semplicemente raccontare le proprie esperienze di viaggio al rientro da una vacanza.


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