Le isole Molucche

L’arcipelago delle Molucche è formato da un migliaio di isole indonesiane, caratterizzate da una natura selvaggia e paesaggi mozzafiato, sparse tra il Mar di Banda e il Mar delle Molucche. E’ delimitato a ovest dalla grande isola di Celebes, a nordovest dall’arcipelago delle Filippine, a est dalla Nuova Guinea, a sud dall’Australia e a sudovest dall’isola di Timor.

Le isole sono distinte in due aree geografiche: Le Molucche settentrionali formate da Morotai, Halmahera, Ternate, Tidore, Isole Sula, Ambon, Buru, Ceram, Isole Lease, Isole Banda.
Le Molucche Meridionali formate dalle isole,Kai, Aru e Tanimbar.

In passato queste isole erano conosciute come “Isole delle Spezie”, grazie a un fiorente e intenso commercio di prodotti come i chiodi di garofano, la noce moscata e altre varietà di essenze reperibili solo in questi luoghi e che nel corso dei secoli attirarono l’interesse dei commercianti arabi, cinesi, indiani ed europei.

Gli straordinari fondali e la ricca fauna marina che caratterizzano l’arcipelago delle Molucche offrono un’esperienza indimenticabile per i subacquei di ogni livello e pongono questa vastissima area geografica fra quelle con più alta biodiversità al mondo.


STRUTTURE



Le isole Molucche

L’arcipelago delle Molucche (Maluku in malese) è formato da un migliaio di isole indonesiane, caratterizzate da una natura selvaggia e paesaggi mozzafiato, sparse tra il Mar di Banda e il Mar delle Molucche. E’ delimitato a ovest dalla grande isola di Celebes, a nordovest dall’arcipelago delle Filippine, a est dalla Nuova Guinea, a sud dall’Australia e a sudovest dall’isola di Timor.
L’etimologia della parola Maluku non è molto chiara, sebbene una delle ipotesi più accreditate ne indica la provenienza dalla frase malese “Maloko Kie Raha” che significa “il luogo/mondo che ha quattro montagne”, con riferimento alle 4 montagne di Ternate, Tidore, Bacan e Jailolo (Halmahera).
Dal punto di vista amministrativo le isole sono distinte in due aree geografiche o province:
– Maluku settentrionale (Molucche settentrionali), a cui appartengono Morotai, Halmahera, Ternate, Tidore, Isole Sula, Ambon, Buru, Ceram, Isole Lease, Isole Banda. Il capoluogo è Sofifi, che si trova  sulla costa occidentale dell’isola indonesiana di Halmahera;
– Maluku (Molucche meridionali) formate dalle isole,Kai, Aru e Tanimbar. Il capoluogo è Ambon, il centro abitato più grande e importane dell’intero arcipelago.
Collocate tra Sulawesi e Papua, coprono una superficie di circa 87.000 kmq con quasi 2 milioni di abitanti.

In passato, durante il periodo coloniale, le Molucche settentrionali erano conosciute come “Isole delle Spezie”, grazie a un fiorente e intenso commercio di prodotti come i chiodi di garofano, la noce moscata e altre varietà di essenze reperibili solo in questi luoghi, attirando nel corso del tempo l’interesse dei commercianti arabi, cinesi, indiani ed europei favorendo in tal modo lo sviluppo di importanti insediamenti coloniali.
La religione cristiana e musulmana sono le più diffuse nell’arcipelago, sebbene non manchino ancora riti e antiche superstizioni risalenti alle vecchie tradizioni locali.

Cosa fare

Le Molucche sono isole paradisiache, un tesoro nascosto non semplice da raggiungere e, grazie anche alla loro lontananza, poco conosciute dal turismo internazionale.
Ai visitatori offrono la possibilità di godere di paesaggi spettacolari e vivere molteplici esperienze: dall’esplorazione della ricchissima fauna marina facendo snorkeling o immersioni subacquee, al trekkink all’interno delle foreste per scoprire e ammirare piante e animali unici al mondo oltre a spettacolari cascate, laghi e vulcani ancora attivi.
Immancabili le visite ai tradizionali villaggi per scoprire la cultura e le usanze della gente e le escursioni alla scoperta dei siti storici, testimoni delle diverse civiltà risalenti ai tempi del colonialismo.
Gli straordinari fondali e la ricca fauna marina che caratterizzano l’arcipelago delle Molucche offrono un’esperienza indimenticabile per i subacquei di ogni livello e pongono questa vastissima area geografica tra quelle con più alta biodiversità al mondo.

Clima e info utili

Con un clima sub-equatoriale e tropicale non esiste una vera stagione secca, ma si può individuare un periodo dell’anno in cui le precipitazioni, spesso presenti, si fanno meno abbondanti:
– nelle isole centrali e settentrionali le piogge si concentrano tra maggio e settembre (opposto del resto dell’Indonesia). La stagione migliore per visitarle è tra ottobre e febbraio.
– nelle isole meridionali il periodo più piovoso è tra dicembre a marzo. La stagione migliore per visitarle è da agosto a ottobre.
Le temperature oscillano dai 22 ai 32 gradi.

Fuso orario : +7 ore
Lingua : inglese ed indonesiano
Moneta : rupia indonesiana (1 EURO equivale a circa 17.624 Rupie)
Elettricità : 220 v, prese americane o europee.
Come arrivare: Dall’Italia non esistono voli diretti ma è possibile fare degli scali che solitamente sostano a Instambul, Dubai o Giacarta, con una durata approssimativa del viaggio che richiede da 25 a 30 ore a seconda degli scali.

Anilao

Sulla costa di Batangas, a Nord delle Filippine, si trova Anilao, un’Area Marina Protetta che conta circa 50 siti di immersione, tutti di estremo interesse biologico e adatti a qualsiasi livello di brevetto. Data la scarsa presenza di spiagge balneabili, la destinazione é particolarmente indicata agli appassionati di immersioni. I suoi fondali sono ricchissimi di barriere coralline che brulicano di vita e biodiversità, con una presenza di oltre 600 specie diverse di nudibranchi che hanno reso quest’isola un vero paradiso per la fotografia macro, ma non solo.

Molte specie marine, infatti, utilizzano l’area come Nursery così che quasi tutte le varietà di creature marine che si possono incontrare nelle Filippine si possono trovare nella loro forma giovanile proprio qui ad Anilao e osservabili soprattutto di notte.
Ciò ha fatto nascere e sviluppare sempre di più la pratica della Black Water, immersioni notturne considerate più gratificanti e ricche di incontri ravvicinati che attraggono in particolare foto-video sub da ogni parte del mondo.

La sua immensa biodiversità contempla una grande varietà di piccoli pesci e critters oltre a gamberetti, granchi, nudibranchi, piccoli calamari, vermi Bobbit, rinopie, pesci ranacei pelosi, Wonderpus, polpi dagli anelli blu e seppie.

I siti di immersione sono in continuo aumento e fra questi si citano: Koala, La Cattedrale, Ligpo Island, Sombrero Island, Eagle Point, Arthur’s Rock, Red Rock, Layag-Layag, Dead Point, Twin Rocks, Mainit Point, Beatrice Rock, Bahura, Kirby’s Rock, Darly Laut, Sepok Wall, Caban Cove, Betlemme, Mapating Rock, Merriel’s Rock, Devil’s Point, Red Palm.

Notizie utili

  • Oltre alle immersioni è possibile fare snorkeling, trekking, sport acquatici e free diving.
  • Il periodo migliore per andare è da ottobre a giugno.
  • Segnale mobile e elettricità sono disponibili nell’isola.
  • Nella maggior parte delle strutture sono accettate carte di credito.

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Considerando le Molucche in senso ampio, vanno inclusi non solo Ambon e le Banda, ma anche le Molucche Settentrionali, con particolare attenzione a Halmahera e Morotai. Quest’area è ancora relativamente poco frequentata e combina reef molto integri, pareti, muck diving, grandi pelagici e numerosi relitti della Seconda guerra mondiale.

1. AMBON

Ambon è soprattutto famosa per il muck diving della baia, ma il versante esterno dell’isola offre anche pareti, grotte e reef corallini.

  • Laha / Mandarin Point – Fondale di sabbia vulcanica e detrito, ideale per fotografia macro. Al tramonto è particolarmente interessante per la ricerca del mandarinfish; durante il giorno si possono trovare frogfish, nudibranchi, pesci ago e piccoli cefalopodi.
  • Mimic Point – Sito di muck diving celebre per la ricerca di specie mimetiche e cefalopodi, con possibilità di incontrare il mimic octopus, frogfish e numerosi nudibranchi.
  • Airport Jetty – Immersione sotto il pontile, con banchi di pesci, cardinalfish, batfish e una notevole quantità di fauna minuta.
  • Kauri Point – Pendio di sabbia e detrito con molte specie macro; particolarmente interessante per fotografi subacquei.
  • Pintu Kota – Ambiente completamente diverso: parete e grandi formazioni rocciose, con possibilità di attraversamenti e passaggi nella roccia.
  • Hukurila Cave / Mahia Cave – Immersioni più scenografiche, caratterizzate da grotte e pareti ricche di coralli.

La baia di Ambon presenta una quantità eccezionale di siti, con una netta distinzione fra i siti di muck diving della parte interna e quelli di coral diving lungo la costa meridionale. Starfish


2. ISOLE BANDA

Le Banda Islands rappresentano uno dei grandi punti di forza subacquei delle Molucche. Qui il paesaggio cambia radicalmente rispetto ad Ambon: acqua profonda, pareti verticali, pinnacoli vulcanici e grandi banchi di pesce.

Batu Kapal

Un grande pinnacolo/monte sottomarino che sale dal blu profondo. Le pareti sono ricoperte di coralli e gorgonie e l’immersione può essere caratterizzata da corrente e passaggi di grandi carangidi, napoleoni e squali di barriera.

Tipo: parete/pinnacolo
Fauna: carangidi, squali, napoleoni, banchi di pesce
Livello: medio/avanzato

Pulau Ai

Uno dei siti più interessanti dell’arcipelago per la possibilità di incontrare squali. L’isola è circondata da acque molto profonde e le pareti precipitano rapidamente nel blu.
Tipo: parete
Fauna: squali, grandi pelagici, tonni, carangidi
Livello: medio/avanzato

Gunung Api

È uno dei siti più particolari delle Banda. Le colate laviche del vulcano hanno formato un substrato che nel tempo è stato colonizzato dai coralli. L’area è famosa soprattutto per la presenza di serpenti marini, talvolta in numero elevato.

Hatta Island

Reef e pareti in acqua molto limpida, con grandi gorgonie e abbondante fauna di barriera. È interessante sia per il grandangolo sia per la ricerca di pesci di grandi dimensioni.

Batu Belanda / Batu Udang / Batu Wali

Pinnacoli e formazioni rocciose nel blu, con reef molto ricchi. Sono siti da scegliere quando l’obiettivo è combinare paesaggio, corallo e fauna pelagica.


3. HALMAHERA – WEDA BAY

Qui arriviamo alla parte più interessante da aggiungere a un itinerario classico delle Molucche.
La Weda Bay, sulla costa orientale di Halmahera centrale, offre una combinazione insolita di giardini corallini, pareti, fondali di sabbia nera, muck diving e reef oceanici. Sono documentati oltre 40 siti nell’area esplorata dai centri locali.

Weda House Reef

Immersione molto facile, direttamente dalla costa, fra 2 e 8 metri. Coralli in buone condizioni, moltissimi pesci e possibilità di incontrare cavallucci marini e piccoli squali pinna nera.

Ottimo sito per:

  • check dive;
  • fotografia macro;
  • notturne;
  • principianti.

Pasir Putih

Un grande giardino corallino che inizia a pochi metri dalla superficie. Tra i soggetti più interessanti sono segnalati pygmy seahorses, longnose hawkfish, banchi di carangidi e bumphead parrotfish.

Airport Reef

Lungo reef poco profondo con enorme quantità di piccoli pesci, cardinalfish e glassfish. È inoltre uno dei siti della baia dove esiste la possibilità di incontrare l’Halmahera walking shark, Hemiscyllium halmahera.

Airport Critters

Il lato più “muck” di Weda. Fondale nero dove cercare Bobbit worm, cavallucci marini, piccoli crostacei e altri critters. È particolarmente indicato per macrofotografia e immersioni notturne.

Tanjung Uli

Bellissimo reef con una grande varietà di coralli duri e molli. I coralli tabulari ospitano enormi banchi di glassfish, mentre più in alto si possono incontrare snapper, emperor e bumphead parrotfish.

Elmoos Reef

Uno dei siti più spettacolari di Weda Bay. È un grande reef a forma di atollo con diverse pareti, grotte e cavità. La parte superiore è poco profonda e molto ricca di coralli, mentre le pareti scendono verso il blu.
È particolarmente adatto al grandangolo e a subacquei esperti.

Foya Wreck

Un piccolo relitto giapponese della Seconda guerra mondiale, lungo circa 35 metri e posizionato fra 10 e 30 metri. È una delle immersioni che rendono Halmahera particolarmente interessante anche per gli appassionati di relitti.

Moa Reef

Un reef offshore interessante soprattutto per la possibilità di incontrare squali pinna nera, pinna bianca e squali grigi. Le fonti locali riportano anche numeri molto elevati di squali durante alcune immersioni.


4. HALMAHERA – REEF OFFSHORE E SITI PELAGICI

Allontanandosi da Weda Bay, Halmahera diventa progressivamente più “oceanica”.

Gorango Reef

Sistema di reef offshore caratterizzato da grande quantità di pesce. I siti Small, Mini e Big Gorango permettono diverse immersioni su strutture differenti.
Il nome stesso, Gorango, significa squalo nella lingua locale. È una zona interessante per grandi banchi di pesce e incontri pelagici.

Tidore Reefs

I diversi reef di Tidore offrono pinnacoli e pendii corallini, con grandi banchi di pesce e buona possibilità di osservare polpi nelle zone più basse.

Pulau Dua

Un’area molto estesa composta da pendii, giardini corallini e piccole pareti. Particolarmente interessante per la qualità dei coralli anche a bassa profondità.

Tanjung Nanas

Giardini corallini sulla costa occidentale di Weda Bay. La visibilità può essere meno spettacolare rispetto ai reef offshore, ma la quantità di vita è elevata.


5. HALMAHERA – SHARK MOUNTAIN E SITI PIÙ ESPOSTI

Le zone più esterne di Halmahera possono offrire immersioni molto diverse da Weda Bay, con pareti profonde, correnti e grandi pelagici.

Tra i siti oggi documentati figurano Shark Mountain, Elmoos SE, Tidore SE, Tebal e Tanjung Nenas. Shark Mountain è descritto come un reef con possibilità di incontri sia con fauna di barriera sia pelagica; Elmoos SE è invece una parete più impegnativa, soggetta a corrente.

Questa parte di Halmahera è quindi particolarmente interessante per il subacqueo che cerca:

  • pareti nel blu;
  • banchi di pesce;
  • squali;
  • tonni e carangidi;
  • immersioni in corrente;
  • siti ancora relativamente poco esplorati.

6. MOROTAI

Morotai merita una sezione separata, anche se geograficamente appartiene alla stessa grande regione delle Molucche Settentrionali.
La caratteristica che la rende unica è la combinazione di reef corallini + fauna pelagica + relitti e reperti della Seconda guerra mondiale. Morotai fu infatti una importante base alleata nel Pacifico nel 1944-45 e sul fondale sono rimasti numerosi aerei, veicoli e altri reperti militari.

Morotai Wreck

Non è un singolo relitto nel senso tradizionale, ma un’area con diversi resti e reperti bellici.
Si possono trovare:

  • aerei;
  • jeep;
  • camion;
  • parti di mezzi militari;
  • strutture metalliche colonizzate dai coralli.

È un’immersione particolarmente interessante per chi ama combinare storia e subacquea.

B-25 Mitchell – Tanjung Sangowo

Uno dei relitti più interessanti dell’area è un bombardiere B-25 Mitchell, posato su fondo sabbioso intorno ai 22 metri. Il relitto conserva elementi riconoscibili della fusoliera e dei motori ed è stato progressivamente colonizzato dalla fauna marina.

Bristol Beaufort

Un altro importante relitto è rappresentato da un Bristol Beaufort australiano, posato intorno ai 30 metri. Sono ancora riconoscibili cockpit, torretta e motori; il relitto è ricoperto di crescita marina e frequentato da glassfish.

Betty Bomber

Un Mitsubishi G4M “Betty” giapponese, situato intorno ai 35 metri. È un’immersione più impegnativa, soprattutto per profondità e condizioni.

Wawama

Particolarmente curioso perché sul fondale sono presenti reperti militari terrestri, fra cui un Willys Jeep della Seconda guerra mondiale, ormai colonizzato dalla fauna marina. dive-the-world.com


7. MOROTAI – REEF E GRANDI PELAGICI

Gorago Point

È uno dei siti di reef più interessanti di Morotai. Il reef scende indicativamente dagli 8 metri verso 30-40+ metri, con una zona esterna esposta alle correnti del Pacifico.
La posizione favorisce l’incontro con pesce pelagico e grandi banchi, mentre il plateau superficiale presenta coralli duri ben sviluppati. Underwater Atlas

Harbour Point / Joubella

Immersione più accessibile, con reef relativamente poco profondo e resti della presenza militare giapponese trasformati nel tempo in un vero reef artificiale.
Sono comuni banchi di fusilier e snapper, pesci chirurgo, pappagallo e murene.

Mitita Point

Particolarmente interessante per gli squali di barriera. È un sito da considerare se l’obiettivo principale del viaggio è combinare reef diving e incontri con squali.

Hammerhead Point / Ciogorong

Il nome del sito è già indicativo dell’interesse per la fauna pelagica. È uno dei punti di Morotai da prendere in considerazione per immersioni orientate ai grandi animali, anche se gli avvistamenti di squali martello, come sempre per la fauna selvatica, non sono garantiti.


8. ALTRI SITI DI MOROTAI

L’elenco locale dei siti è molto ampio e, fra i tanti, citiamo::

  • RSAU
  • Sagolo Point
  • Dodola Point
  • Pintu Dua / Selat Sidangga
  • Tanjung Wayabula
  • Kolorai Selatan
  • Loe Rao Point
  • Batu Layar Point
  • Goa Burung Point
  • Aru Point
  • Matita Point
  • Rock Point
  • Gorango Point
  • Cendana Point
  • Totodoku Point
  • Pinang Point
  • Tabailenge Point
  • Tanjung Sabatai
  • Dehegila
  • RAF Point
  • Pulau Kokoyo
  • Saminyamau
  • Sopia. ResearchGate

Questo è importante perché Morotai non va considerata semplicemente come una destinazione di relitti: esiste un vero e proprio sistema di reef, pareti e punti pelagici attorno all’isola e alle isole satelliti.


9. Confronto delle cinque aree

AreaTipo di immersioneAttrazione principaleMacroPelagiciRelitti
AmbonMuck + reefCritters e cefalopodi★★★★★★★★★
BandaPareti/pinnacoliSquali, grandi pesci, serpenti marini★★★★★★★★★
Weda BayReef + muck + paretiWalking shark, coralli, macro★★★★★★★★★★★★
Halmahera offshorePareti/reef oceaniciSquali e grandi pelagici★★★★★★★★★★
MorotaiReef + relittiWWII + squali + reef★★★★★★★★★★★★

La parte Halmahera + Morotai è quella che richiede più attenzione nella pianificazione: infrastrutture e collegamenti sono decisamente meno sviluppati rispetto alle destinazioni subacquee indonesiane più conosciute, e alcuni siti sono raggiungibili più facilmente con liveaboard o spedizioni dedicate.


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