Esoticità allo stato puro

Palawan, chiamata Pulaoan da Magellano che la raggiunse nel 1521, è un’isola collocata all’estremo ovest dell’arcipelago delle Filippine, estesa oltre 480 chilometri tra il Borneo Malese e le principali  isole delle Filippine, di cui fa parte.

Seppure tutta la provincia sia scarsamente popolata, gli abitanti appartengono a ben 90 gruppi etnici distinti che parlano diverse lingue: il gruppo più numeroso è costituito dai Palaweños, gli antichi abitanti delle isole. La lingua nazionale, Tagalog,  è parlata dal 28% della popolazione locale.

Palawan è una delle principali destinazioni turistiche delle Filippine grazie alle sue spiagge tropicali, acque cristalline, lagune, barriere coralline e foreste. Tra le località più note ci sono El Nido, famoso per le lagune e le formazioni calcaree, Coron, rinomata per immersioni e relitti della Seconda guerra mondiale, e Puerto Princesa, punto di accesso al Parco Nazionale del fiume sotterraneo di Puerto Princesa, patrimonio UNESCO.

STRUTTURE


Palawan

Riconosciuta come “la più bella ed esotica isola del mondo”, e soprannominata “The Last Frontier”, Palawan deve tali appellativi ai suoi spettacolari paesaggi naturali che attraggono turisti sempre più numerosi provenienti da ogni parte del globo.
L’entroterra è caratterizzato da un paesaggio collinare e a tratti da rilievi montuosi, tra i quali spicca a Sud il monte Mantalingajan, con i suoi 2.085 metri di altezza. Sull’isola c’è una città principale, la capitale Puerto Princesa, e tanti piccoli comuni.

Oltre alle spiagge incontaminate, suddivise tra il lato nord occidentale affacciato sul Mar Cinese Meridionale e il lato sud orientale rivolto sul Mare di Sulu, le lagune color smeraldo, l’acqua cristallina e le magnifiche scogliere calcaree, Palawan vanta la presenza, nella sua capitale, di un fiume sotterraneo, l’Underground River,   considerato una delle meraviglie naturali del mondo e patrimonio dell’ Unesco. 
Con circa 8 chilometri di lunghezza, si tratta del più lungo fiume sotterraneo dell’Asia e del secondo più lungo al mondo.  Ai visitatori è consentito esplorare il fiume per un massimo di 4.3 km partendo dal mare, ma con un permesso speciale è possibile  effettuare un’esplorazione più approfondita. Durante l’esplorazione della caverna in barca è possibile ammirare la formazione di stalattiti e stalagmiti modellate da secoli di infiltrazioni di acqua piovana che ha corroso la roccia scoperta.
L’intera area in cui si trova il fiume è in realtà un parco nazionale che racchiude una delle foreste carsiche più importanti d’Asia, con 11 ecosistemi diversi e una ricca varietà di fauna selvatica.

L’isola, infatti, è un paradiso naturalistico dove vivono numerosi animali a rischio di estinzione, e animali rari come il Binturong, il cervo Calamian, lo scoiattolo della Sonda, il coccodrillo delle Filippine, osservabili presso il Palawan Rescue e Conservation Center. A questi si aggiunge Il giardino delle farfalle, una meta imperdibile per tutti i viaggiatori.
Sulla punta settentrionale dell’isola di Palawan si trova El Nido,  un insieme di isolotti corallini e bellissime baie nascoste tra le scogliere di arenaria bianca incastonate in un mare color smeraldo. Questo è il punto d’ingresso per il più grande paradiso naturale di Palawan: l’arcipelago di Bacuit, una terra dimenticata dal tempo, con una serie di isole, perlopiù disabitate, con scogliere che si affacciano sulla laguna. Uno spettacolo che lascia i visitatori ipnotizzati dalla bellezza e drammaticità del paesaggio.

El Nido

La città di El Nido in sé, non è molto attraente, per cui molti turisti soggiornano sulle isole dell’arcipelago come Miniloc e Lagen.
Sopra El Nido, all’estremo nord di Palawan, si trova l’arcipelago delle  Calamianes che comprende l’inquietante isola di Cuilon, che fu un tempo la più grande colonia di lebbrosi nel mondo e le bellissime isole di Coron e Busuanga, famose per le immersioni subacquee.

Coron

Coron è una piccola e genuina cittadina da dove si può partire giornalmente alla scoperta della bellissima baia, con spiagge bianche lambite da un mare cristallino dal quale emergono le tipiche rocce a cupola di Palawan. Non potranno mancare le visite ai laghi locali di origine vulcanica, nuotare in lagune tranquille circondati da verdeggianti rocce calcaree o un po’ di relax nelle calde terme naturali, anch’esse di origine vulcanica.
Gli amanti della natura possono quindi dirigersi a sud, nel comune di Narra, un paradiso di spiagge incontaminate dove si trova anche Isla Arena, un santuario per le tartarughe marine.

Il clima

Le Filippine hanno un clima tropicale caldo e umido, con una stagione delle piogge che va da Maggio a Ottobre caratterizzata dal monsone di sud ovest, o Habagat,  e una stagione secca che va da Novembre ad Aprile, caratterizzata dal monsone di nordest , o Amihan.
Il periodo migliore per visitare il paese è la stagione secca, ma anche durante la stagione delle piogge i giorni possono essere caldi e soleggiati, con temperature che possono raggiungere i 36°.

La cucina

La cucina filippina è piuttosto variegata e comprende pesce e frutti di mare in abbondanza, molta carne, specialmente maiale e pollo, una certa scelta di verdure, riso e una grandissima quantità di frutta tropicale fresca e succhi di frutta. La cucina filippina è saporita ma non piccante, presentando spesso un mix interessante e originalissimo con quella spagnola, cinese e americana. Generalmente si sposa bene con i gusti occidentali/europei, tuttavia è piuttosto facile trovare in alternativa anche piatti più “occidentali.

Le immersioni

Sono innumerevoli i punti di immersione intorno a Palawan ma i migliori includono Coron e Coron Island, Apo Reef  e Tubbataha Reef. Intorno a Palawan, la temperatura dell’acqua si attesta mediamente fra  26 e 30 ° C, mentre la  visibilità dipende molto dalla stagione.  Infatti, da dicembre a tutto febbraio è il periodo in cui la visibilità in mare è limitata, con maggiore concentrazione di plancton e pertanto con maggiore presenza di pelagico, e la temperatura dell’acqua che si aggira fra i 23 e i 25°. Per lo snorkeling ed il diving le cose migliorano tra marzo ed aprile, e raggiungono il massimo da maggio ad ottobre, quando la visibilità e la temperatura dell’acqua si fanno ottime.

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In merito alle possibili immersioni a Palawan è necessario distinguere tra Sangat/Coron, che è soprattutto una destinazione per i relitti della Seconda guerra mondiale, El Nido, più orientata a reef e pareti, e Puerto Princesa/Tubbataha, che offre immersioni più remote e di grande biodiversità.

Sangat Island e Coron Bay

Sangat è particolarmente interessante perché si trova vicino a numerosi relitti giapponesi della Seconda guerra mondiale.
I principali sono:

  • Sangat Sub Chaser: Relitto 18 mt, poco profondo, adatto anche a principianti e fotografia
  • Olympia Maru Relitto: precedentemente chiamato Tangat Wreck, 27 mt, grande cargo di 160 m, molto pesce e possibilità di penetrazione
  • Morazon Relitto: 26 mt, Cargo di circa 140 m, coralli, cernie, tartarughe
  • Kyogo Maru: Relitto 34 mt, Grande cargo, cannoni antiaerei e materiali ancora presenti
  • Lusong Gunboat: Relitto 12 mt, Piccolo relitto ricoperto di coralli, ottimo anche per snorkeling
  • Skeleton Gunboat: Relitto 25 mt, Piccola cannoniera inclinata, circondata da reef
  • Kyokuzan Maru: Relitto 40 mt, Grande cargo di 180 m, più impegnativo
  • Nanshin Maru: Relitto 32 mt, Relitto post-bellico, interessante per fotografia e night dive

Reef e immersioni naturalistiche

Tra i siti più interessanti direttamente nell’area di Sangat ci sono:

  • Sangat House Reef – reef tropicale che raggiunge circa 27 m, con coralli e numerose specie di pesci.
  • Sangat Coral Gardens – area marina protetta, molto più bassa, con profondità iniziali di appena 1–3 m, pareti, piccoli anfratti e coralli.
  • Twin Peaks – sito caratterizzato da formazioni rocciose e reef.
  • Cathedral Cave – immersione particolare in ambiente cavernicolo.
  • Barracuda Lake – famoso sito di Coron con condizioni molto particolari e termoclini, più che una classica immersione di barriera.

El Nido

La zona di El Nido e dell’arcipelago di Bacuit presenta tipologie di immersioni abbastanza diverse da Coron. Qui il protagonista non sono tanto i relitti, quanto barriere coralline, pareti, grotte, tunnel e formazioni calcaree.
Sono presenti oltre 16 siti di immersione nell’area di Bacuit Bay, raggiungibili generalmente in circa 15–60 minuti di barca da El Nido.
Tra le esperienze più interessanti ci sono:

  • immersioni sulle pareti coralline;
  • reef tropicali con pesci di barriera;
  • grotte e tunnel;
  • immersioni su fondali sabbiosi per la ricerca di specie macro;
  • night dive;
  • possibilità di incontrare tartarughe, razze, barracuda e squali di barriera. i siti più rappresentativi da. Sono quelli che rendono davvero particolare il soggiorno al resort.

Quindi, per una vacanza subacquea, El Nido è più indicata per chi cerca reef e paesaggi sottomarini, mentre Sangat/Coron è particolarmente indicata per chi ama i relitti storici.

Puerto Princesa / Tubbataha

La zona di Puerto Princesa offre immersioni su reef e pareti, con una maggiore varietà di fauna marina. Tra i siti citati per l’area ci sono Mares Rock, una parete che scende fino a circa 34 m, e Cuttlefish Shawl, più superficiale, con tartarughe, seppie, barracuda e pesci di barriera.
È però soprattutto la possibilità di raggiungere Tubbataha Reefs Natural Park a rendere questa parte di Palawan eccezionale per il diving.

Tubbataha Reefs Natural Park

Il Tubbataha Reefs Natural Park è una delle aree marine più importanti delle Filippine, situata nel Mar di Sulu, al largo di Palawan. È un’area marina protetta di quasi 100.000 ettari, costituita principalmente da due grandi atolli, North Atoll e South Atoll, e dal Jessie Beazley Reef. Dal 1993 è Patrimonio Mondiale UNESCO.
Tubbataha è considerata una destinazione d’eccellenza per il diving naturalistico e pelagico. Le immersioni si svolgono soprattutto lungo pareti verticali, reef corallini, drop-off e aree di mare aperto, con profondità che possono superare i 100 metri. 

La grande attrazione è la straordinaria biodiversità marina: il parco ospita circa 360 specie di coralli e quasi 700 specie di pesci, oltre a squali, tartarughe, mante, barracuda, tonni, delfini e occasionalmente squali balena. Sono presenti anche importanti popolazioni di squali pinna bianca, squali grigi e altri grandi predatori. 
Durante le immersioni si possono incontrare:

  • squali di barriera grigi e pinna bianca;
  • squali pinna nera;
  • mante;
  • tartarughe marine;
  • banchi di pesci pelagici;
  • barracuda;
  • numerose specie di coralli e pesci tropicali;
  • occasionalmente squali balena e, in condizioni particolari, squali martello e tigre.


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