Similan Islands National Park

Similan in Yawi, antico dialetto Malese, vuol dire “nove”.

A circa 100 km Nord-Ovest di Phuket, o 50 km ad Ovest di Khao Lak, si trova, infatti, il gruppo delle nove Isole Similan. Ogni isola ha il suo nome, ma per comodità ad ognuna è stato assegnato un numero, crescente da Sud a Nord. Nel 1982 le Isole Similan divennero Parco Nazionale Tailandese.

Koh Huyong, Koh Payang e Koh Payan sono le tre isole più a Sud e sono chiuse al turismo, in quanto santuari per tartarughe, ma con due siti aperti alle immersioni, Boulder City e Shark Fin Reef, a Sud-Est di Koh Payan.

Koh Miang è una delle sole due isole con la stazione dei Ranger del Parco Nazionale e della ricettività turistica. Le due baie principali dell’isola si chiamano  Honeymoon Bay & Princess Bay, in quanto una delle figlie dell’attuale Re di Thailandia, vi trascorse parte della sua Luna di Miele. Per i turisti l’isola dispone di alcuni bungalow in legno, con e senza aria condizionata, e delle tende. 

Molto vicine a Koh Miang ci sono Koh Ha e Koh Hok, che in lingua Tailandese vogliono dire rispettivamente isola cinque ed isola sei. La ragione è molto semplice. Originariamente queste due isole granitiche, connesse da rocce sommerse durante l’alta marea, erano considerate quali un’unica isola, il cui nome si è sfortunatamente perso, Koh Payu era numerata come 6, e Koh Pousar era la numero 7. Nel 1980 una nuova legislazione cambiò la definizione di “isola”, definendo che venissero considerate tali solo quelle che disponessero di vegetazione, mentre le altre erano chiamate “scogli”. Koh Pousar (ora Hin Pousar) è un ammasso di grossi massi brulli, quindi perse il suo “status” di isola. Questo causò un problema visto che le Similan, dal nome, dovevano essere nove isole. Si pensò bene, allora, di dividere l’isola cinque in due isole e rinumerare Koh Payu da 6 a 7. Resta una traccia di quanto fatto, con il sito d’immersione alla punta Nord di Koh Payu, che si chiama Deep Six.

Koh Payu non ha spiagge, ma in compenso ospita uno dei più famosi siti d’immersione della regione, “East of Eden”. Il nome deriva dal titolo del libro di John Steinbeck, che a sua volto lo mutuò dal “Paradise Lost” di Milton. Quest’imponente e bellissima distesa di coralli duri, si inabissa dal lato Sud-Est dell’isola. 

Sfortunatamente questi coralli furono colpiti, nel 2010, da uno strano fenomeno naturale. La Ninia, a sua volta causata dall’El Ninio, portò l’acqua del mare a 35 C, mantenendola a questa temperatura per 6 settimane, fino a quando le piogge la riportarono ai normali 29-30 C. Questo danneggiò severamente, fino ad una certa profondità, i coralli duri di tutta la regione. Per permettere al corallo di riprendersi e salvaguardare la reputazione del sito, il Parco Nazionale vi ha vietato le immersioni dall’inizio del 2011. Fortunatamente resta ancora un’ottima immersione, sull’altro lato dell’isola, opportunamente chiamata “West of Eden”.

Koh Similan è la maggiore delle nove isole, e come Koh Miang, ospita una stazione dei Ranger del Parco e ricettività turistica (tende). A poche centinaia di metri a Sud di Koh Similan, c’è Hin Pousar, anche conosciuta come “Elephant Head Rock”. Il nome gli fu dato da subacquei, ritenendo che le formazione rocciosa raffigurasse la testa di un elefante, con relativa proboscide, mentre nuotava in mare. Nessuno sa con sicurezza che miscela stessero respirando, ma certo era troppo ricca d’azoto! 

Nella parte Nord di Koh Similan si trovano altre rocce dai nomi strani. Entrando in baia, infatti, si vede a Nord la roccia “tartaruga” (un carapace quadrato!?), mentre la stessa baia è chiamata Ao Geurk (baia scarpa) od in Inglese Donald Duck Bay, con entrambi i nomi dovuti ad una formazione rocciosa sul lato Sud-Est che, a seconda del lato da cui la si guarda, può ricordare uno stivaletto od una testa di papera. Il belvedere principale dell’isola, sulla roccia più elevata, si chiama Sail Rock, quantunque assomigli di più ad un naso solitario. 

Sul lato Est dell’isola vi sono lunghe spiagge sabbiose, raggiungibili solo via mare, e, a circa 30 mt di profondità, il relitto dell’Atlantis X, una barca da Crociera Tailandese, affondata nel 2002.

Koh Bangu è l’isola più a Nord del gruppo, con un susseguirsi di punti d’immersione lungo tutta la costa Nord ed Est. 

Surin Island National Park

Il Parco Nazionale delle Isole Surin, è situato nel Mare delle Andamane, a circa 60 km ad Ovest della costa della Provincia del Phang-Nga, nel Sud della Thailandia. Il Parco copre un’area di circa 141,25 km2, con circa 108 km2 di acque circostanti. 

Per molti anni le Isole Surin sono rimaste disabitate, frequentate da piccole comunità di “zingari del mare”, o fornendo un rifugio alle barche di pescatori locali durante il cattivo tempo. Questo gruppo d’isole fu dichiarato ventinovesimo Parco Nazionale Tailandese, il 9 Luglio 1981. 

Il Parco ha 5 isole principali; Koh Surin Nua, Koh Surin Tai, Koh Ree (o Koh Satok), Koh Glang (o Koh Pachumba) e Koh Khai (o Koh Torinla). Koh Surin Nua & Koh Surin Tai sono le isole maggiori e si sviluppano sull’asse Nord-Sud. A pochi chilometri a Nord del Parco si trova il confine con le acque territoriali del Myanmar (Birmania) e, circa 100 chilometri a Sud, il Parco Nazionale delle Isole Similan.  

Isole Surin – Immersioni in Crociera sul MV Giamani

Torinla Ridge

Questa immersione è su di una barriera rocciosa sommersa, che si sviluppa da Est ad Ovest, ed ha origine sul lato Est di Koh Torinla, l’isola più a Sud delle Surin.  

La formazione inizia vicino all’isola, con 12 mt di fondo, arrivando poi fino ai 25 mt alla sua estremità Est e mantenendosi con la sommità a circa 7 mt dalla superficie. Qui non si trova molto corallo, ma in compenso è un brulicare di vita marina con Murene, pesci Napoleone, pesci Bufalo e spesso squali Pinna Bianca di barriera e Razze. 

Koh Chi

Ci sono buoni posti d’immersione tutto intorno a quest’isola, che è la più a Nord del gruppo delle Surin. 

Le estremità Nord e Sud dell’isola sono dominate da enormi massi tondeggianti, mentre dal lato Ovest si alternano rocce e zone di coralli Piatto ed a Corna d’Alce. La parte a Sud della costa Occidentale, poco prima di arrivare ai massi enormi, è un ottimo posto per incontrare una o due delle Tartarughe qui stanziali. Tutto il lato Orientale è una barriera di coralli duri, che degrada a terrazze dai 5 ai 18 metri, dove si trovano pesci Leone, pesci Farfalla, pesci Angelo, Scorfani e Murene. Guardando attentamente trai rami dei coralli, sarà facile trovarvi pesci Civetta, Gamberetti, granchi Corallo e Porcellana ed addirittura Aragoste. 

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